Lo sarà un periodo sfigato? Penso d’essere l’unico P.M. al mondo ad avere una segretaria che sembra una suora di clausura e un assistente di direzione con barba e baffi.
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martedì 3 gennaio 2012
sabato 26 novembre 2011
HA DA PASSA' A NUTTATA
Non so esattamente perché - anzi, forse sì. Nel senso che le ragioni sono molte, tutte collegate e intersecate inestricabilmente – ma il risultato è che sono profondamente incazzato.
Da qualche giorno in particolare sento ribollire in me una rabbia sorda, contro tutto. Una profonda insoddisfazione. E non è una bella cosa. È uno stato d’animo che non mi appartiene. O meglio, che non mi è mai appartenuto e del quale avrei fatto volentieri a meno di fare la conoscenza.
Io mi sono sempre alzato di buon umore. La mattina scattavo subito a fare la doccia progettando la giornata all’attacco. Fissando mentalmente, mentre mi facevo la barba, gli obiettivi della giornata. Con energia, voglia di fare e la giusta carica positiva. Arrivavo in ufficio e sebbene il lavoro fosse duro ed intenso, l’ambiente era improntato ad un’impegnata, efficiente energia e soprattutto pervaso da una normale allegria. Il modo migliore per ottenere buoni risultati faticando, ma con il sorriso sulle labbra.
Lavoro qui da 6 mesi e da quando son qui, non è più così. Faccio fatica a levarmi dal letto. Mi alzo incazzato, faccio colazione svogliatamente. Arrivo in ufficio e mi tocca incazzarmi per l’inefficienza, l’indolenza, il modo sconclusionato di fare le cose. L’incapacità dei miei collaboratori di stabilire un ordine di priorità negli adempimenti. Le decisioni organizzative e operative lungamente discusse e condivise, vengono attuate per non più di 3 giorni, poi il “sistema” è come se si resettasse e bisogna ripartire da capo. Le cose più semplici si complicano in maniera inspiegabile. Tutto avanza a fatica, tra disorganizzazione, scontento, conflitti.
Mi tocca arrendermi all’evidenza. Una pianta cresciuta storta per 3 anni, non si raddrizza.
Come diceva un mio collega napoletano: ha da passà a nuttata!
mercoledì 16 novembre 2011
SOSPESI ALLO SPREAD
Sembra incredibile, ma è la realtà. Da qualche settimana a questa parte siamo sottoposti al bombardamento ossessivo della variazione di questo “numerino”. Non che se lo siano inventati recentemente, anzi, l’indice del differenziale di rendimento dei titoli pubblici, rispetto ad un dato campione, esiste da sempre. Però in questo terribile periodo è diventato il principale argomento di ogni apertura di TG, di ogni prima pagina di quotidiano, economico e non, di ogni talk show. La gente ne parla al mercato, sull’autobus, sull’aereo. Appena si rientra a casa si accende la TV e si cerca un canale all news che ci aggiorni su quale livello record si sia attestato.
Ferrara dice che Berlusconi si dimette e lo Spread precipita. Smentisce ed esso si impenna. Si dimette e non scende, anzi, si alza. Ora anche quelli di Francia e Spagna si muovono verso l’alto. Insomma, l’andamento delle Borse, che sino a poco tempo fa condizionava le nostre vite e disturbava i nostri sonni, da un po’ è stato surclassato dallo Spread. Espresso da un solo numero, rappresentato in forma percentuale o centesimale, è più comodo da comunicare, da rappresentare, da comparare.
Forse è banale dirlo ma sto lottando quotidianamente contro la tentazione di ritirarmi in una baita, su qualche sperduta montagna, a fare il boscaiolo. Senza smartphone, laptop, TV, orologio. Cosa mi trattiene? Il fatto che bisognerebbe essere in gradevole compagnia, se no sai che palle?
domenica 13 novembre 2011
UNTITLED
Weekly Management Safety Committee Meeting, della domenica mattina.
2 ore e trentacinque minuti di aria fritta e rifritta in un inglese, molto approssimativo...
2 ore e trentacinque minuti di aria fritta e rifritta in un inglese, molto approssimativo...
venerdì 11 novembre 2011
IL SOLITO FANTASTICO VENERDI’
Ce n’ho due palle di questa maledetta storia del giorno “festivo” di venerdì che non ne posso più. E che dire poi di quel forsennato che alle 5 di mattina bercia, come una iena scannata, da quei maledetti altoparlanti!
Già devo essere sceso dal letto col piede sbagliato, poi quella doccia gelata, non per scelta ma per impianto spento, proprio non ha migliorato la situazione.
Speriamo che si raddrizzi caminfacendo…
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